Sette milioni di euro, nove anni, niente proroga: il nuovo prezzo del gioco online
Quando il Decreto Legislativo 41/2024 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 aprile 2024, ho passato un weekend intero a confrontarne il testo con la disciplina precedente. Cambia tutto: il prezzo della licenza, la durata, le regole sui marchi, il numero di concessionari, le aliquote fiscali. È la riforma più profonda del mercato del gioco a distanza italiano dal varo del decreto Bersani del 2006, e per chi paga in Postepay le conseguenze sono molteplici – alcune visibili immediatamente, altre che si dispiegheranno nei prossimi due o tre anni.
I numeri della riforma sono chiari. La nuova concessione costa 7 milioni di euro contro i 200 mila della precedente. La durata è di 9 anni invece di proroga annuale rinnovabile. Nella fase 2 del concorso, 46 operatori si sono aggiudicati 52 concessioni, generando per lo Stato un incasso complessivo di 364 milioni di euro contro i 350 milioni stimati a inizio percorso. L’aliquota di tassazione sul GGR (Gross Gaming Revenue) per l’online casinò è stata portata al 25,5% dal 1° febbraio 2026, in salita dal precedente 25%. Vediamo cosa significa concretamente per il giocatore italiano che usa Postepay sui cassieri ADM.
Cosa prevede il D.Lgs. 41/2024
Il decreto ridisegna la struttura economica e operativa dei concessionari di gioco a distanza in Italia. Tre pilastri. Primo: l’aumento del canone di concessione da 200 mila a 7 milioni di euro, una variazione di 35 volte che esclude di fatto i piccoli operatori dal mercato. Secondo: la durata di 9 anni senza possibilità di proroga, che obbliga ogni concessionario a una pianificazione di lungo periodo e a un investimento iniziale corposo. Terzo: il limite di skin (i siti web associati a una concessione) ridotto da 3 a 1, e in alcuni casi a un sito unico per gruppo, con conseguenze importanti sul branding e sulla strategia di mercato dei grandi gruppi.
L’effetto immediato è un consolidamento del mercato. Davide Pellegrino, gaming expert di Bookmakerbonus Italia, ha previsto in un’analisi pubblicata nel dicembre 2025 che il numero di operatori italiani licenziati scenderà da oltre 80 a “circa 30-35 gruppi attivi”. Una decisa concentrazione, in linea con quello che è già successo in altri mercati europei dopo riforme analoghe.
Per il giocatore con Postepay, il primo effetto pratico è la sparizione di alcuni brand che operavano sotto skin secondarie di gruppi più grandi. La concessione unica per gruppo significa che brand collaterali, che magari erano la “casa” Postepay di alcuni giocatori per ragioni di affinità di prodotto, vengono assorbiti nel marchio principale o cessano l’operatività. La continuità del conto è generalmente garantita dal trasferimento al brand principale del gruppo, ma il giocatore deve aggiornare bookmark, app installata e abitudini.
Fase 2 del concorso ADM
La fase 2 del bando di gara per le nuove concessioni di gioco a distanza si è chiusa nel dicembre 2025 con risultati superiori alle previsioni. I 46 operatori che hanno presentato offerte si sono aggiudicati 52 concessioni complessive, alcuni gruppi avendone aggiudicate più di una. Il totale incassato dallo Stato è stato di 364 milioni di euro, sopra i 350 milioni stimati nel piano economico del decreto.
L’andamento positivo del concorso ha confermato l’appetibilità del mercato italiano agli occhi degli operatori internazionali e nazionali, nonostante l’aumento del canone. Come ha sottolineato Mario Lollobrigida, direttore centrale Giochi dell’ADM, il percorso è “una strada difficile da percorrere ma necessaria per poter, nel più breve tempo possibile, affidare le nuove concessioni per un gioco più sicuro, responsabile e sostenibile”. La frase concentra in tre aggettivi la direzione che la riforma vuole imprimere: sicurezza tecnica, responsabilità sociale, sostenibilità economica.
Tra i vincitori figurano i grandi gruppi tradizionali del mercato italiano (Lottomatica, Sisal, Snai, Eurobet, alcuni gruppi internazionali con base in Italia) e alcuni nuovi entranti che hanno scommesso sull’apertura del mercato verso modelli più consolidati. La concentrazione sul lato dell’offerta significa che il giocatore Postepay troverà nei prossimi mesi un’offerta meno numerosa di cassieri ma con una qualità media più alta – perché la barriera all’ingresso da 7 milioni esclude di fatto le esperienze di nicchia improvvisate.
Cosa cambia per il giocatore Postepay
L’impatto sul giocatore che usa Postepay si articola su quattro dimensioni. Prima: copertura. Lottomatica controlla il 31,7% del GGR online casinò italiano a febbraio 2026 e i primi sette operatori valgono il 77% del mercato. Tutti questi gruppi hanno Postepay come metodo di deposito di primo livello, e il consolidamento in atto rafforza ulteriormente la posizione della carta nel cassiere tipo. Postepay continua a essere il metodo nativo italiano per eccellenza.
Seconda dimensione: stabilità del conto. Per un giocatore che gioca da anni su un cassiere assorbito dalla concentrazione, il trasferimento al brand principale del gruppo è generalmente automatico. La cronologia delle vincite, il saldo, il KYC completato – tutto viene migrato. Va comunque verificato, nei mesi della transizione, che la Postepay associata al conto sia stata correttamente trasferita: in qualche caso il sistema richiede una nuova conferma del metodo di pagamento.
Terza: tutele. La nuova architettura concessoria impone standard tecnici più alti su sicurezza, antiriciclaggio e gioco responsabile. Per il giocatore questo si traduce in controlli leggermente più frequenti (richieste periodiche di aggiornamento documenti, soprattutto) ma anche in maggiore protezione contro frodi. Il calo della frode e-commerce documentato da Banca d’Italia nel secondo semestre 2024 va in questa direzione.
Quarta: pubblicità. Le restrizioni del Decreto Dignità del 2018, ancora vigenti, vietano la pubblicità diretta del gioco. La riforma 2024 le ha integrate con nuove norme sui canali e sui contenuti consentiti: meno comunicazione promozionale, più informazione tecnica. Per chi paga con Postepay, l’effetto è marginale ma reale: meno bonus pubblicizzati esternamente, più focus su qualità intrinseca del prodotto.
L’aliquota GGR al 25,5 percento
Il 1° febbraio 2026 è entrata in vigore la nuova aliquota di tassazione sul Gross Gaming Revenue dei cassieri di online casinò: 25,5%, in salita dal precedente 25%. Per le scommesse sportive l’aliquota è del 24,5%. Si applica direttamente al concessionario sul margine lordo – la differenza tra raccolta e vincite pagate ai giocatori – e non al singolo giocatore.
L’effetto per il giocatore è indiretto. L’aumento di mezzo punto percentuale del prelievo fiscale comprime la marginalità dei cassieri, che possono reagire in due modi. Primo: riducendo i bonus offerti per recuperare margine. Secondo: ottimizzando i costi operativi senza toccare l’offerta. Nei mesi successivi all’introduzione dell’aliquota, i grandi cassieri italiani hanno preferito la seconda strada, mantenendo i bonus di benvenuto a livelli simili al passato. Sui cassieri più piccoli l’effetto sui bonus è stato leggermente più marcato.
Un dettaglio che pochi notano: il giocatore che vince e si prelevia su Postepay non paga IRPEF sulle vincite lorde, perché la tassazione GGR è già assorbita dal cassiere nel calcolo della vincita finale. Il giocatore vede solo il netto. Le vincite da gioco regolamentato ADM, salvo i rari casi di redditi specifici diversi, non vanno dichiarate in dichiarazione dei redditi. È una caratteristica del sistema italiano che lo differenzia da altri paesi europei e che semplifica la vita di milioni di giocatori.
Mercato 2026-2027: dove va il settore
Le proiezioni di Blask citate da Tribuna.com a febbraio 2026 stimano che il consolidamento avviato dalla riforma porterà il mercato regolato italiano a triplicare la propria dimensione rispetto al 2019, mentre la quota offshore continuerà a calare dal 2% del 2025 verso percentuali ancora più basse. È un fenomeno opposto a quello che si registra a livello europeo, dove lo studio Yield Sec mostra che il 71% del mercato continentale è in mano a operatori non regolati. L’Italia è oggi un’eccezione virtuosa.
Per il giocatore con Postepay, i prossimi 24 mesi saranno un periodo di assestamento. Meno operatori, più qualità del singolo cassiere, regole tecniche più stringenti, controlli antiriciclaggio rinforzati. La carta Postepay, con il suo profilo identitario forte (carta italiana, intestatario verificato, integrata nell’ecosistema Poste), si trova perfettamente allineata a questa direzione. È il metodo di pagamento che meglio rappresenta lo spirito della riforma: tracciabile, regolato, italiano.
Il rovescio della medaglia è la minore varietà di offerta. Chi aveva fatto del nicchismo del mercato non regolato una scelta consapevole – operatori esotici, slot non comuni, bonus aggressivi – vede ridursi lo spazio. Ma è una scelta che il legislatore italiano ha fatto in modo netto, e che il mercato sta seguendo.
